lunedì 10 marzo 2014

La via dei resilienti



Quando la vita rovescia la nostra barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra. Gli antichi connotavano il gesto di tentare di risalire sulle imbarcazioni rovesciate con il verbo «resalio». Forse il nome della qualità di chi non perde mai la speranza e continua a lottare contro le avversità, la resilienza, deriva da qui.


Pietro Trabucchi



Da wikipedia.org:

«In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità.

Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.»


Lo psicologo italiano Pietro Trabucchi in Resisto dunque sono (Corbaccio - 2007) definisce la resilienza psicologica come «la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino» e descrive l'individuo resiliente attraverso una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili:

  • è un ottimista e tende a leggere gli eventi negativi come momentanei e circoscritti;
  • ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda;
  • è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato;
  • tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia;
  • di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza.


In proposito Susanna Kobasa, psicologa dell’Università di Chicago, spiega che gli individui più resilienti mostrano contemporaneamente tre tratti di personalità:

  • l’impegno;
  • il controllo;
  • il gusto per le sfide.

Per impegno s’intende la tendenza a lasciarsi coinvolgere nelle attività, a darsi da fare, senza timore per la fatica o paura di arrendersi; a porsi degli obiettivi, come qualcosa da raggiungere, per cui lottare e ad essere attenti, vigili e senza ansie, valutando oggettivamente le difficoltà.

Per controllo s’intende la convinzione di poter dominare le proprie azioni o le iniziative che si prendono. Per dominare le diverse situazioni della vita l'individuo resiliente è in grado di modificare la strategia da adottare, per esempio, agendo con tempestività e risolutezza, oppure temporeggiando e indietreggiando.

Per gusto per le sfide s'intende la disposizione ad accettare i cambiamenti, ad essere aperti e flessibili. L'individuo resiliente di fronte alle trasformazioni ne valorizza gli aspetti positivi e ne minimizza quelli negativi; considera le sfide stimolanti e vive il cambiamento come un incentivo a crescere, non come una difficoltà da evitare. 

Ma è possibile diventare più resilienti? Di fatto si: impegno, controllo e gusto per le sfide possono essere allenati e migliorati. La resilienza può essere potenziata. Tutti nasciamo con una dotazione minima di resilienza e possiamo imparare ad accrescerla. Come?

Secondo Trabucchi, il mondo dello sport sarebbe in grado di promuovere in maniera strutturale la resilienza, in quanto estremizza le difficoltà e lo stress. Per questo è adatto ad esercitare e a migliorare la resilienza: «ogni atleta dovrebbe essere, per prima cosa, abile nel fronteggiare le difficoltà, ad affrontare un problema dietro l’altro, a misurarsi con tutti i tipi di disagio, a reggere a stress estremi e solo in seconda battuta specificamente forte nella propria disciplina. Non importa a quale disciplina appartenga, per prima cosa un atleta dovrebbe essere qualcuno costruito per affrontare e reggere le avversità.»

Ci sono persone scarsamente resilienti che si lasciano schiacciare dalle difficoltà, convinte di non poter cambiare e irrigidite su sistemi di convinzioni negative. La resilienza parte invece dal presupposto che tutto serva: ogni ostacolo, ogni difficoltà, ogni disagio o trauma, rappresenta una possibilità evolutiva per qualunque essere umano.




L'Art du déplacement, il Parkour o comunque si voglia chiamare l'Arte dello spostamento, pur non essendo una disciplina competitiva, ha come uno dei fulcri dell'allenamento un continuo lavoro volto al miglioramento della resilienza. Chi pratica sa, che sia un principiante o un esperto, che nell'allenamento si sottoporrà a sessioni estenuanti dal punto di vista fisico e mentale, che dovrà confrontarsi con i propri limiti, imparare a gestire lo stress, a controllare la paura per superare le difficoltà, ad affrontare problemi ed a risolverli. La consapevolezza migliorerà lentamente solo con l'impegno ed il giusto esercizio e permetterà nuovamente di porsi obiettivi più lontani dei precedenti. La ricerca dell'elemento sfidante e il mettersi continuamente alla prova rappresentano a livello motivazionale degli stimoli per crescere. Il fallimento non è mai definitivo, è semmai un'opportunità per misurarsi e fortificare i punti deboli. Il fighting spirit, la tenacia, la perseveranza sono elementi indispensabili nella costruzione del corredo psicologico del buon praticante e contano di più, molto di più, del suo livello fisico e tecnico.  
Questa è la parte dura della disciplina, quella meno spettacolare e meno accattivante. Oggi siamo di fronte ad un generale e rischioso abbassamento del lavoro su questi aspetti fondamentali nella pratica sportiva e nel parkour, purtroppo, è particolarmente evidente. Alle origini e in alcuni casi tutt'ora, il centro, il focus dell'allenamento è stato e continua ad essere diventare persone più forti, diventare persone in grado di superare le avversità della vita attraverso la metafora del movimento. Senza questo tipo di impegno avremo magari atleti dotati di livelli tecnici altissimi, ma sprovvisti delle qualità psicologiche necessarie a fronteggiare le crisi, con il risultato che la loro longevità dipenderà dalla loro fortuna. A differenza dei resilienti, che risaliranno sempre sulle loro barche, pronti a fronteggiare nuovamente le correnti.



E' solo quando le acque si fanno agitate che diventa manifesta la differenza tra quelle [barche] che tengono il mare e quelle che non ce la fanno

Hagakure - La via del samurai






lunedì 3 febbraio 2014

SE E' FACILE, COSA TI ALLENI A FARE?

Effectance e Pedagogia Del Fallimento

Secondo gli studiosi della psicologia cognitiva sociale, l’individuo è naturalmente motivato all’esplorazione e alla libera sperimentazione dell’ambiente nelle sue diverse parti o aspetti, per il bisogno intrinseco di acquisirne padronanza e controllo.
Secondo lo psicologo di Harvard Robert White L'Effectance (cioè la motivazione intrinseca a padroneggiare e controllare l'ambiente e le situazioni e a sentirsi competenti ed efficaci) “è una necessità di base quasi come il cibo e l'acqua, ma non è un bisogno da deficit, come la fame, che una volta soddisfatto poi scompare per qualche ora. Piuttosto si tratta di una presenza costante nelle nostre vite ".
 
Possiamo intuire cosa accade quando questi tentativi di padronanza e controllo vengono allenati costantemente, osservando la pratica dell'Art Du Déplacement o Parkour. L'ADD/PK implica per il praticante una sfida personale continua, un costante allenamento per aumentare le proprie capacità finalizzato al controllo e all'adattamento del proprio corpo/mente attraverso il movimento nell'ambiente circostante.
Il praticante o lo studente deve passare attraverso una serie di errori ed insuccessi per definire il proprio limite e lavorare sodo per superarlo, trasformando una difficoltà in una risorsa.

Secondo la psicologa americana Susan Harter il rapporto dell’individuo con il successo o l’insuccesso gioca un ruolo importante sulla motivazione. Determinante è il ruolo di quella che lei definisce la “sfida ottimale”: si ottiene infatti la massima gratificazione quando i fortunati tentativi di padroneggiare l’ambiente rappresentano un grado ottimale di difficoltà. L'Effectance risulta così accresciuta per effetto sia della percezione della accresciuta propria competenza e del proprio controllo sull’ambiente, sia della soddisfazione intrinseca per il successo raggiunto in compiti di un livello ottimale di difficoltà.

Ma nel percorso di apprendimento del praticante ADD si sperimentano anche processi che attraverso il fallimento relativo ad una sfida “non ottimale”, portano all'analisi dell'insuccesso e di consequenza alla riprogrammazione/rinforzo delle azioni destinate al superamento delle difficoltà incontrate. Questa capacità di problem solving viene messa alla prova e stimolata sin dal primo giorno di pratica Art Du Déplacement.

E' importante capire che il successo in un'impresa molto difficile è un obiettivo scalabile e adattabile e che la dedizione, il tempo e la determinazione giocano un ruolo fondamentale per il completamento del processo ed il raggiungimento dell'obiettivo. Nella crescita e nella formazione dell'individuo e del praticante sono importanti le fasi dell'accettazione del fallimento e della comprensione degli errori, della metabolizzazione dell'insuccesso e della conseguente rielaborazione di un'alternativa di successo. Bisogna essere disposti a porsi di fronte alla prospettiva di commettere errori per imparare da essi con l'obiettivo di automigliorarsi. Questa competenza non attiene esclusivamente alla pratica della disciplina, ma diventa, come è facilmente comprensibile, una risorsa per la vita quotidiana.


"Per imparare non c'è niente di meglio, dopo uno sbaglio, che raccogliere le idee e andare avanti. E invece quasi tutti si fanno prendere dalla paura. Hanno così paura di sbagliare che sbagliano. Sono troppo condizionati, troppo abituati a sentirsi dire quello che non devono fare. Prima in famiglia, poi a scuola e per finire nel mondo del lavoro."

Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, 1998


domenica 2 febbraio 2014











Dal 4 di Febbraio gli allenamenti di Art Du Déplacement - Parkour si terranno presso la palestra della scuola media "De Filis", in via R. Antiochia 4:
  • allenamento Junior (-16), martedì e venerdì, dalle 18.30 alle 20.00
  • allenamento Senior (+16), martedì e venerdì, dalle 20.00 alle 22.00

lunedì 30 dicembre 2013


Sabato 4 Gennaio. Roma.

L'ADD Round Up nasce da un'idea improvvisa dei praticanti della famiglia ADD di riunirsi per festeggiare il nuovo anno insieme all'insegna del parkour!

Lo scopo è quello di condividere una giornata di allenamento e di divertimento. L'evento è gratuito, è aperto a tutti i praticanti (principianti ed esperti) e sarà seguito da istruttori competenti e certificati ADAPT.

L'appuntamento è alle 11:00 davanti alla Facoltà di Medicina di Tor Vergata. Vi aspettiamo numerosi!!!

venerdì 6 dicembre 2013

 

15 Dicembre 2013. Perugia.
 
Il Rendez-Vous è un evento aperto ad atleti di tutti i livelli, è soprattutto un'occasione di incontro e di scambio tra i praticanti di tutta l'Umbria. L'idea nasce dalla collaborazione tra i gruppi di Perugia e Terni e vuole essere un'ulteriore occasione di coinvolgimento rivolta a tutti coloro (singoli e/o gruppi) che sono affascinati dall'arte del movimento.

Il Rendez-vous è un'occasione inoltre per tutti i principianti o per chi volesse avvicinarsi alla pratica del parkour/add per la prima volta. E' un evento gratuito che proporrà diverse sessioni di allenamento guidate dai coach e dai praticanti più esperti presenti nel territorio umbro.


lunedì 4 novembre 2013

The great family grows (Esprit Yamak 2)

Secondo appuntamento con Esprit Yamak ricco di emozioni...circa 120 atleti presenti al workshop con Laurent Piemontesi, Yann Hnautra e Chau Belle Din fondatori del gruppo Yamakasi e dell'Art Du Déplacement. Ragazzi e ragazze da diverse parti d'Italia a Terni nel finesettimana del 26 e 27 Ottobre: Firenze, Roma, Milano, Perugia, Vicenza, Bologna, Teramo, L'Aquila, Pescara. Un grande ringraziamento a tutti i partecipanti e agli organizzatori, al centro sportivo Sparta, al Caos, alla Uisp di Terni, all'Assessorato allo sport. Sempre più evidente il calore e il colore che questo movimento porta nelle piazze, nei parchi e nelle strade delle nostre città, quando sono i valori del rispetto, della condivisione, della determinazione che muovono le persone non c'è ostacolo che non si possa superare insieme. Altissima energia che ognuno di noi si porterà dentro per il futuro. We start together, we finish together!!!